Tecnologie

Ci sono molti modi per produrre le candele, alcuni antichissimi altri inventati solo recentemente. Non esiste una tecnica migliore di un’altra in assoluto ma solo tecniche appropriate per ciascun tipo di candela o materiale.

Il sistema più antico è quello ad IMMERSIONE che prevede l’immersione ripetuta dello stoppino in cera calda, e quindi liquida, ma appena sopra il punto di fusione così che il cotone raffredda un sottile strato di cera ogni volta che viene immerso. Il risultato è una candela fatta a strati concentrici che sono facilmente percepibili spezzando o tagliando la candela. Un tempo questo lavoro era fatto a mano ed era molto faticoso per la schiena dell’artigiano, oggi esistono macchine che fanno il lavoro egregiamente risparmiandoci la fatica fisica. Una variante è il sistema A CUCCHIAIO dove l’effetto è il medesimo ma la cera era fatta colare dall’alto verso il basso con un pentolino facendo nel contempo girare su se stesso il cotone. Questo procedimento è del tutto abbandonato anche se può essere affascinante riprodurlo per diletto.


Un’altra tecnica antica è la fabbricazione A STAMPO, dove la cera liquida è colata in stampi di vario materiale. Un tempo gli stampi erano singoli o in gruppi di 6 e il raffreddamento affidato al tempo e alla circolazione naturale dell’aria. Nel ’900 sono apparse macchine con molti stampi metallici (fino a 1000) e raffreddamento ad acqua. La produzione è diventata completamente o parzialmente automatica a vantaggio del costo e della costanza del risultato. Stampi singoli a raffreddamento naturale sono ancora usati per fabbricare candele di forma di fantasia grazie a stampi flessibili in silicone (simili agli stampi per dolci casalinghi).


La fabbricazione a TIRAGGIO invece è caduta in disuso e solo poche aziende già attrezzate continuano ad applicarla. Si tratta di far girare il cotone tra due rulli di grande diametro ed a distanza di una decina di metri, ad ogni passaggio il cotone si immerge in un bagno di cera ingrossandosi pian piano.
Esistono macchine continue che possono produrre grandi quantitativi (di solito candele bianche per chiesa).


Per lo stesso fine è usata oggi l’ESTRUSIONE che parte da polvere di cera a temperatura ambiente che viene pressata ad alta pressione in un cilindro e fatta uscire compattata da una trafila.
Questo procedimento è molto flessibile ma è adatto solo a grandi quantità.


Partendo sempre dalla polvere di cera si usa la PRESSA che comprime un quantitativo predeterminato di cera in uno stampo, si ottiene un cilindro forato al cui interno viene inserito lo stoppino precedentemente incerato.
Questo è il metodo utilizzato per produrre i lumini votivi ma anche i candelotti e le sfere che poi vengono rifiniti e colorati tramite l’immersione in una speciale cera colorata.


Terminiamo questa veloce carrellata con il sistema del RIEMPIMENTO.
Per quanto possa sembrare la soluzione più semplice riempire un contenitore di cera liquida ed aspettare che si solidifichi, questa è una tecnica che si è diffusa solo recentemente. Infatti non è adatta a produrre candele da illuminazione (un tempo il mercato più importante) ma piuttosto candele profumate o da giardino.

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